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Le 7 cose da vedere a Calascio

Rocca Calascio è una piccola gemma che da secoli fa la guardia ad uno scenario meraviglioso. Questo è il cuore selvaggio dell’Abruzzo, dove antiche tradizioni e una natura maestosa e scenografica hanno convissuto per molto tempo. Oggi forse è un territorio poco abitato, quasi del tutto abbandonato, ma per secoli queste montagne e questi pascoli hanno visto il susseguirsi di generazioni di greggi e pastori, mercanti e viaggiatori. Tutta la ricchezza di questa terra andava controllata e difesa e per questo motivo troviamo traccia di borghi fortificati, castelli e torri in un’area apparentemente isolata del nostro Paese.

Più che le guerre però sono sempre stati i terremoti il vero nemico. Ad ogni distruzione è sempre seguita una caparbia ricostruzione almeno fino all’800, quando ancora era attiva la transumanza e si traeva ricchezza da questo aspro territorio. Oggi con l’abbandono della montagna è arrivata la protezione del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, ma è solo il turismo che può aiutare a combattere questa infinita guerra contro le immense forze della natura. Per questo motivo, queste incantevoli località vanno conosciute, amate e visitate. Ecco quindi la tua guida MasterpieceItalia che ti consiglia cosa fare e cosa vedere a Calascio!

Rocca Calascio cosa vedere

1. DATI DELLA LOCALITA’

COMUNE: Calascio
PROVINCIA: L’Aquila
REGIONE: Abruzzo
ALTITUDINE: 1220m s.l.m.
SANTO PATRONO: S. Nicola di Bari (9 Maggio)
ABITANTI: 130 circa
NOME DEGLI ABITANTI: Calascini

2. STORIA DI CALASCIO

La storia di questa località segue le vicende di questa importante zona d’Abruzzo abitata sin dalla preistoria e fortemente legata all’attività della pastorizia. Dal IX sec. a.C. i Vestini, popolazione italica preromana, occupavano gran parte di quest’area e avevano edificato villaggi lungo le principali vie di comunicazione. Successivamente, con il periodo romano, alcuni di questi centri diventano importanti e ancora oggi ne troviamo traccia sul territorio. Il monte su cui sorge oggi Calascio però inizia a comparire sui documenti dopo l’anno 1000. Anche se è probabile la presenza di una torre di controllo e di avvistamento in periodo alto medievale, si ha notizia certa solo dal 1380.

Dal 1140, con la conquista del territorio da parte dei normanni, Calascio e altri piccoli centri limitrofi, vengono accorpati sotto la baronia di Carapelle sotto il dominio di Oderisio di Collepietro-Pagliara che a sua volta è sotto il marchesato di Capestrano, che a sua volta è sotto la contea di Celano. La dominazione normanna porta ad una ripresa e intensificazione della maggiore attività di questa parte d’Abruzzo, la pastorizia e il conseguente commercio della lana a cui via via si affianca la produzione dello zafferano, spezia molto utilizzata nel medioevo e nel successivo Rinascimento.

Il territorio aquilano, seppure situato nel cuore più aspro e montuoso di tutto l’appennino, per molti secoli è stato il centro pulsante di una ricca rete economia basata sulla lana. Era infatti al centro della Via degli Abruzzi che collegava Firenze con Napoli (se vuoi scoprirne di più vai QUI). Inoltre era il punto di partenza per la maggior parte dei tratturi, ovvero di quei sentieri che i pastori da secoli usano per la transumanza del bestiame dalla montagna (Abruzzo) alla pianura (Puglia) (se vuoi scoprirne di più vai QUI). A partire quindi dal periodo normanno si intensifica il controllo e la difesa del territorio con la presenza di torri e castelli.

Dal 1271 al 1464 il territorio fu dominato dalla casa d’Angiò sconfitti e sostituiti poi dagli Aragonesi che assegnarono la baronia ad Antonio Piccolomini-Todeschini. Verso il 1480 la torre viene modificata e diventa il castello che oggi noi conosciamo. Accanto al castello si trova il piccolo borgo di Rocca Calascio che viene ricostruito (era stato danneggiato dai terremoti del 1348 e del 1461) e protetto da mura. Il dominio Aragonese, per il quale la pastorizia costituiva la fonte di reddito principale del regno, fu il periodo di maggiore prosperità per queste terre. Nel 1579 Costanza, l’ultima discendente dei Piccolomini Todeschini, per saldare i debiti del marito vende la baronia e il marchesato a Francesco Maria de Medici di Firenze. Il potente Granducato toscano era ovviamente ben disposto ad accaparrarsi feudi in Abruzzo dato che traeva ingenti guadagni dal settore tessile e ne rimane possessore fino al 1743 quando poi subentrano i Borbone.

Dai primi del 1700 Rocca Calascio vede cominciare il suo declino. Nel 1703 un forte terremoto distrugge il castello e gran parte del borgo. La popolazione decide quindi di stabilirsi nella sottostante Calascio la cui popolazione raggiunge i massimi di circa 1900 abitanti negli anni dell’unità d’Italia per poi calare sempre più fino ai 300 circa di oggi, a causa del progressivo abbandono della montagna.

3. COSA VEDERE A CALASCIO

ROCCA CALASCIO E IL BORGO DELLA ROCCA

Con i suoi 1460m s.l.m. è di fatto il castello più in alto sull’Appennino. Si trova al margine meridionale dell’altopiano di Campo Imperatore, una delle più importanti aree italiane ed europee dove si pratica da secoli la pastorizia. La sua origine si perde probabilmente nei secoli dell’Alto Medioevo e non sappiamo chi lo abbia costruito. Possiamo però dire che quasi certamente dopo la conquista normanna sul monte si ergeva solitaria una torre a controllo dei territori circostanti. Del 1380 il primo atto ufficiale che ne attesta l’esistenza, mentre del 1463 il passaggio ad Antonio Todeschini della antica e potente famiglia dei Piccolomini il quale rimise in sesto e ampliò la struttura gravemente danneggiata dai terremoti del 1348 e 1461. A lui si devono le quattro torri circolari, la cinta muraria che proteggeva l’adiacente Borgo della Rocca anch’esso ripristinato. Nella seconda metà del 1500 i domini di cui Rocca Calascio faceva parte, passano sotto la proprietà dei Medici di Firenze per circa due secoli per poi finire sotto quelli dei Borboni alla fine del ‘700. Poco prima di questo passaggio però il terremoto del 1703 ha danneggiato il castello e distrutto quasi tutto il borgo limitrofo segnando così il declino e la fine della località. Un po’ alla volta gli abitanti hanno abbandonato il Borgo della Rocca per stabilirsi nel sottostante paesino di Calascio.

CAPPELLA DELLA MADONNA DELLA PIETA

Situata a poca distanza dalla Rocca, presenta una pianta ottagonale sormontata da una cupola a otto spicchi a cui è addossata una piccola sacrestia sul cui tetto era posizionata una piccola campana. La sua costruzione risale presumibilmente alla fine del 1500 ad opera dei pastori come ringraziamento alla Madonna a seguito del vittorioso scontro contro un gruppo di banditi decisi a saccheggiare la zona.

CALASCIO

Situato circa 200m sotto la Rocca, il borgo di Calascio ha una origine sicuramente medievale e traeva ricchezza dall’attività principale di queste terre, la pastorizia e il commercio della lana. A testimonianza di ciò oggi possiamo vedere le chiese ed alcuni edifici patrizi, come Palazzo Taranta (XVII sec.) sede del municipio, Casa Piccolomini (XV sec.), Palazzo Frasca (XVII sec.).

CHIESA DI SAN NICOLA DI BARI

Chiesa dedicata al Santo Patrono del borgo che è anche il santo dei pastori. L’ingresso avviene tramite un bellissimo portale ligneo cinquecentesco riccamente intagliato con scene dell’Antico Testamento. All’interno domina uno stile barocco-neoclassico con sei cappelle laterali fatte edificare dalle più ricche famiglie del borgo, statue di terracotta del XVII sec., una fonte battesimale del XVIII sec. e tele di Badeschini e Patini.

CHIESA DI SANT’ANTONIO ABATE

Chiesa del 1645 che custodiva una tela del Patini, “le tentazioni di Sant’Antonio nel deserto”, oggi conservata a Palazzo Frasca e sostituita da una copia.

CHIESA E CONVENTO FRANCESCANO DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE

Nota anche come Chiesa di San Francesco, questo complesso francescano è stato costruito nel 1594 per volontà di padre Mario da Calascio confessore di papa Paolo V e eminente biblista, che lo arricchisce di una importante biblioteca protetta da scomunica papale in caso di furti. La chiesa ospita un ciborio del XVII sec. e una tela di Bedeschini che raffigura San Francesco che dona al re francese Luigi IX il cordone monastico.

Per info – email: ente@gransassolagapark.it – tel: 0862 930914

CHIESA DI SAN LEONARDO

E’ la chiesa più antica del borgo, datata XIII sec.

Per la posizione di tutti i luoghi di interesse consulta la nostra Mappa !

7 cose da vedere a Calascio
Cappella della Madonna della Pietà

4. PRODOTTI TIPICI DI CALASCIO

COSA MANGIARE A CALASCIO – In un territorio da secoli strettamente legato alla pastorizia tutta la cucina gravita intorno ai suoi prodotti, carni ovine, arrosticini e formaggi di pecora. In ogni locale poi non manca la pasta fatta in casa, ravioli, tagliatelle, gnocchi e una buona zuppa di legumi, ceci e fagioli e lenticchie tra tutti.

COSA BERE A CALASCIO – I vini che si accompagnano bene ai sapori del posto sono certamente i vini regionali, primi tra tutti il Montepulcino d’Abruzzo (rosso), il Cerasuolo d’Abruzzo (rosato) e il Trebbiano (bianco).

5. COSA FARE A CALASCIO

FESTA PATRONALE DI SAN NICOLA (9 Maggio)

SAGRA DEL PECORINO (1^ o 2^ domenica di agosto)

6. CURIOSITA’

CINEMA – Rocca Calascio, lo splendido paesaggio di Campo Imperatore e il territorio circostante, a partire dagli anni 80 del 900 sono stati scelti per diverse pellicole cinematografiche e serie tv. Ricordiamo ad esempio Ladyhawke (1985) tra tutti in cui la Rocca è tra le ambientazioni principali del film. Amici Miei atto II (1982) con la scena della “lapidazione” girata lungo la strada per la Rocca, La Piovra 7 (1995) con un’intera scena girata presso la Rocca, Padre Pio – Tra cielo e terra (2006) girato a Calascio e che ha visti coinvolti alcuni cittadini come comparse. Proprio grazie al ritorno di immagine di queste produzioni dalla fine del secolo scorso si sono avviati importanti lavori di restauro e recupero della Rocca e delle rovine del Borgo della Rocca.

7. SERVIZI

PARCHEGGI – Nei periodi di bassa affluenza turistica si può arrivare con l’auto fino al Borgo della Rocca dove troviamo un piccolo parcheggio alla fine della strada. Altrimenti a Calascio troviamo alcuni posti auto lungo la strada che porta a Santo Stefano di Sessanio.

NAVETTA – Nei periodi di grande affluenza turistica, per questioni di sicurezza, la strada per la Rocca viene chiusa alle auto e allo stesso tempo viene attivato un servizio navetta i cui biglietti si possono acquistare presso il Centro Informazioni Turistiche che viene allestito per l’occasione. Info QUI.

Per scoprire la posizione di alcuni servizi descritti consulta la nostra Mappa.

8. CONSIGLI
  1. Visita Calascio e la sua Rocca nei periodi di minore affluenza e possibilmente durante il tramonto. Non te ne pentirai !
  2. Prenota il tuo pasto in uno dei ristoranti del borgo per vivere anche i sapori del territorio.
  3. Scarpe comode e passo lento per immergerti nell’atmosfera di questo incredibile angolo di Abruzzo.

DISCLAIMER – Come sempre, non potendo garantire il monitoraggio e l’aggiornamento continuo delle informazioni su musei, parcheggi e altri servizi, ti consigliamo di controllarli tu stesso in fase di organizzazione del viaggio o comunque prima dell’arrivo in questa località.

cosa vedere a Rocca Calascio
9. COLLEGAMENTI E RISORSE UTILI

COMUNE DI CALASCIO

PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E DEI MONTI DELLA LAGA

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